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La moneta contemporanea
Il XVIII secolo, con l’affermazione del torchio a bilanciere per la coniazione delle monete e il passaggio al XIX, con l’egemonia di Napoleone Bonaparte il sistema decimale, ci propone quelle che saranno le caratteristiche precipue della monetazione moderna. Con essa nascono tre nuovi pezzi in oro: il "dollaro" degli Stati Uniti d’America verso la fine del ‘700, la "lira sterlina" inglese realizzata su disegno dell’italiano Benedetto Pistrucci, ed il "marengo" creato in Francia ed imitato da tipi consimili in Italia, Svizzera, Belgio, Olanda, Austria ed Ungheria. Anche questo tipo di monetazione ha le sue caratteristiche: alla nitidezza del disegno ed alla perfezione dell’esecuzione tecnica fa riscontro una maggiore monotonia artistica, causata dal ripetersi dei soggetti nei multipli e sottomultipli.
Prendendo l’avvio dal periodo napoleonico, la parte contemporanea della numismatica si afferma nel XIX secolo, con caratteristiche del tutto particolari dovute anche a due grandi innovazioni tecniche. Il torchio, infatti, subentra al maglio nella formazione della moneta, ed il sistema decimale, instaurato dall’imperatore, praticamente annulla tutta la gamma delle varie unità di conto che erano prima in uso. Naturalmente anche la sostanza dei nuovi tipi monetari cambia in modo notevole nei confronti degli esemplari che li avevano preceduti. La minore fantasia nella realizzazione del circolante crea un’unificazione di tipi che può essere interpretata come monotona; in compenso, la precisione dei mezzi a disposizione permette una produzione più raffinata e qualitativamente superiore. Inoltre, a parziale giustificazione della diminuita varietà e grandiosità delle scene rappresentate sulle monete, deve anche essere tenuta presente l’affermazione della medaglia nel commemorare i fatti più importanti della vita pubblica; questo sottrae alle monete molti dei soggetti appariscenti e suggestivi che prima erano stati il loro più ricco patrimonio.
Così, ai pezzi opulenti nel modulo e nelle raffigurazioni che erano stati la base della monetazione del 600 e del 700, subentra una tipologia che, riportata e ripetuta, sui multipli e sottomultipli, richiama alla nostra mente le forme tipiche del prodotto fatto in serie, in contrapposizione a quello artigianale. In Italia la collezione delle monete decimali è quella che raccoglie il maggior numero di collezionisti, poiché contempla la monetazione del Regno d’Italia, ed in particolar modo, quella di Vittorio Emanuele III, che da grande numismatico ha voluto che la sua monetazione fosse ricca di tipi monetali diversi e di rilevante pregio artistico, rispetto ai monotoni conii dei suoi predecessori.
 
 
 
 
 
Maria Luigia Duchessa di Parma – 40 Lire in oro del 1815 (12,9 gr, 26 mm)