{"id":428,"date":"2022-02-12T00:00:00","date_gmt":"2022-02-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/zeccadilucca.it\/?p=428"},"modified":"2022-02-15T13:48:41","modified_gmt":"2022-02-15T12:48:41","slug":"crear-monete-coni-e-punzoni-dellarchivio-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zeccadilucca.it\/?p=428","title":{"rendered":"Crear monete. Coni e punzoni dell&#8217;Archivio di Stato di Lucca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lucca \u00e8 stata una delle officine monetarie pi\u00f9 importanti nel panorama italiano avendo coniato con continuit\u00e0 dall\u2019epoca longobarda fino al XIX secolo. L\u2019Archivio di Stato di Lucca conserva tuttora, caso raro in Italia, una cospicua collezione di conii e punzoni della zecca locale, per un totale di 258 manufatti che datano dal XVI fino al XVIII secolo: si tratta, nello specifico, di 99 punzoni, di 156 conii (dei quali 95 per il bilanciere e 62 per la trafila), di 2 contromarche e di un utensile non meglio identificato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente che lo studio sistematico di un cos\u00ec cospicuo insieme di materiali possa gettare nuova luce sulla gestione della zecca di Lucca e sulla sua produzione. Uno studio che \u00e8 stato compiuto dalla dottoressa Franca Maria Vanni, ricercatrice specializzata nella monetazione toscana, e che ha portato a fine 2015 alla pubblicazione di un ampio e dettagliato catalogo. L\u2019autrice, oltre a schedare puntualmente i materiali, ha indagato anche le carte dell\u2019Archivio di Stato alla ricerca di ci\u00f2 che potesse fornire maggiori informazioni proprio sull\u2019origine e sull\u2019utilizzo dei conii e dei punzoni, sia quelli superstiti che quelli dispersi nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volume <em>Crear monete. Conii e punzoni dell\u2019Archivio di Stato di Lucc<\/em>a rappresenta dunque un nuovo, importante contributo alla conoscenza della zecca lucchese, anche perch\u00e9 il processo artistico, e industriale al tempo stesso, di fabbricazione dei punzoni e dei conii \u00e8 sempre stato un passaggio di fondamentale importanza nella produzione della moneta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La meccanizzazione della zecca di Lucca inizia nel 1667 quando il Consiglio Grande della Repubblica deliber\u00f2 che si cercassero contatti per l\u2019acquisto delle attrezzature necessarie per abbandonare la produzione manuale delle monete, come gi\u00e0 da tempo era avvenuto nella vicina Firenze e come ormai stava avvenendo in quasi tutte le principale zecche della Penisola. In quell\u2019occasione fu iniziata anche a Lucca la battitura del luigino destinato ad essere esportato in Levante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro presenta e approfondisce anche la storia degli incisori lucchesi, fin dai primi di cui si conosce il nome e risalendo fino al XIV secolo. Tra tutti questi incisori un posto di rilievo merita sicuramente Giovan Battista Tonelli che, considerato il suo talento, a spese della Repubblica, nel 1755 fu inviato a Roma per far pratica in quella zecca. Il catalogo \u00e8 strutturato secondo un presumibile ordine cronologico del materiale raggruppando, ove possibile, i punzoni con i relativi conii. Completano il volume, di 157 pagine, una appendice dove sono stati trascritti documenti d\u2019epoca riguardo conii e punzoni. L\u2019edizione, a cura dell\u2019Archivio di Stato di Lucca, \u00e8 stata resa possibile dal contributo della locale Banca del Monte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lucca \u00e8 stata una delle officine monetarie pi\u00f9 importanti nel panorama italiano avendo coniato con continuit\u00e0 dall\u2019epoca longobarda fino al XIX secolo. 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